dimanche, janvier 24, 2010
um ritmo perdido
Se uma pausa não é fim
e silêncio não é ausência,
se um ramo partido não mata uma árvore,
um amor que é perdido, será acabado?


um ouvido que escuta
uma alma que espera...
-uma onda desfeita
É ou já não era?


Nuvem solitária,
silenciosa e breve,
nuvem transparente,
desenho etéreo de anjo distraído...


nuvem,
esquecida em céu de esperança,
forma irreal de sonho interrompido..


nuvem,
luz e sombra,
forma e movimento,
fantasia breve de ânsia de infinito...


nuvem que foste
e já não és:
desejo formulado e incompreendido.


Ana Hatherly, Um ritmo perdido, 1958

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posted by simona at 11:23 AM | Permalink | 6 comments
vendredi, novembre 20, 2009
pag. 20/11

c'è da pensare che i miei umori ormai cambino in funzione di quanto la luna decide di spogliarsi piuttosto che di quanto si nasconde il sole.
può essere una prigionia ma anche una lente per guardare meglio la struttura miscroscopica del piacere, così com'è nella sua più primigenia natura.
ed allora forse sì che basta un taglio di capelli, uno di quei tanti gesti simbolici che le donne si son cucite addosso per dare una svolta alla propria esistenza, una di quelle tappe necessarie per epurare il brutto assieme alla propaggine sfibrata e ripartire da un dopo.
c'è bisogno di una di quelle riviste da femmine per capire che in realtà la chioma è il riflesso di quel che quotidianamente viviamo: ansia, stress, lavoro, studio, dieta, sesso, sport. e allora ho pensato alla facilità con cui un lettore immaginario e sconosciuto avrebbe potuto leggere la storia dei miei ultimi mesi solo sfogliando i miei stanchi capelli.
così ho deciso di abbandonare quella pesantezza crollatami addosso nell'ultima settimana con un deciso colpo di forbici, confidando nella credenza che una rigenesi estetica possa incidere direttamente sulla stessa spirituale, per contagio. per recuperare un pò di quello spirito che mi porta come mi diceva oggi jacopo "a prendere la vita a cazzotti", a farmi bastare e godere dei baci che la fortuna mi stampa addosso regalandomi (benchè tutti lontani) una splendida famiglia, uno splendido ragazzo, una splendida giovinezza ed una lunga strada davanti, da ricoprire ancora del giusto asfalto.
ci ho creduto, e ci ho creduto quando nel salone di bellezza è entrata una ragazza vittima di uno shock per la morte precoce della mamma in cerca di una soluzione per la sua chioma ridotta alla metà del volume.
mi son data due schiaffi allo specchio ed ho mandato in gloria l'abbondante razione di studio quotidiano per uscire un pò da questa condizione di rifugiata politica del latino e della storia contemporanea e respirare coi miei polmoni quell'aria che da un pò m'era mancata.
ne ho ricavato un brillante colloquio col redattore di una radio che mi desidera nella sua équipe. io, che la radio non l'ho nemmeno mai ascoltata per più di un quarto d'ora. e andiamo...!!

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posted by simona at 10:59 PM | Permalink | 1 comments
jeudi, octobre 29, 2009
signora solitudine
no, non ho ecceduto col vino a cena, è che io in quest'uomo dal volto pulito ci vedo (ci ho visto) momenti leggerissimi di leggerissimi anni '90, quando ero ancora troppo ingenua per capire che la bella signora in questione risponde al nome di solitudine..

e poi diciamocelo, certi video meritano di essere pubblicati anche solo per la tenacia delle coriste danzerine!


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posted by simona at 12:16 AM | Permalink | 0 comments
vendredi, octobre 23, 2009
quando alla natura fai il solletico con le unghie..

ritornando dalla toscana verso sud il paesaggio va via via degradandosi, assume tinte più cattive e tonalità disarmoniose, si perde negli abusi edilizi della costa abruzzese e abbandona quel verde dominante che nella regione del rinascimento ha storica e fissa dimora.
ritornando dal chianti verso la terra di bari le vigne cambiano e cambia la disposizione geometrica delle colture, nell'aria c'è sempre odore di vendemmia, e pare pure che i toscani siano legati da proverbiale servitù nei confronti dei nostri vitigni, eppure gli dèi lo sanno, qui manca quella mano divina che sembra aver disegnato i colli e le valli del marchese de' frescobaldi.
in nove ore di tragitto però il denominatore comune sembra uno solo: la speculazione edilizia. pare che il marchese suddetto, ad esempio, continui a nutrirsi (abbuffarsi, piuttosto) dei contributi e della rendita sull'infinita mole di casolari abbandonati di sua proprietà in quell'angolo d'eden che è la val di sieve, preferendo vendere anni di storia all'incuria piuttosto che a famiglie seriamente interessate ad abitare a prezzo d'oro quella zona. in italia gli edifici esistenti bastano ed avanzano per alloggiare l'intera popolazione italica, il che significa che avremmo potuto smettere di costruire già da un pò di tempo, eppure chissà com'è, il nostro pare l'unico regno in cui vige l'abbandono, l'abusivismo, e nella migliore delle ipotesi l'adattamento ad agriturismo di strutture idonee ad ospitare famiglie intere.
lì poi dove la natura sembra suggerire esplicitamente le forme migliori da adottare in materia edilizia, lì dove i fattori geologici urlano l'impossibilità di costruire case di carta e case e basta, lì dove ci son già state tragedie cataclismiche, bè lì proprio gli italiani amano essere recidivi, amano appellarsi ai comuni che a loro volta premono sullo stato, e lo stato concede, condona, collabora.
in quella che è a tutti gli effetti una carta geografica ridisegnata dalle nostre avide e sporche mani e da noi fortemente voluta stiamo ancora a chiederci come sia possibile una tragedia del calibro di messina..

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posted by simona at 6:04 PM | Permalink | 4 comments
samedi, octobre 03, 2009
al mio primo colloquio
MeMedesima: ..difesa della patria? macchè..voglio solo approfittare dell'unica possibilità che la presidenza del consiglio offre a noi giovani, oltre...
Presidente commissione: ..oltre Palazzo Grazioli!

(risate della commissione)

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posted by simona at 3:36 PM | Permalink | 2 comments
jeudi, octobre 01, 2009
beltà a poco prezzo


[forse divento anch'io un'iconoclasta senza sentimento come il mio amico kircheriano
forse invece limito ad oggi, con una foto, la celebrazione della bellezza maschile in un solo uomo, il mio
.]

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posted by simona at 2:13 PM | Permalink | 4 comments
vendredi, septembre 25, 2009
waiting for my godot..


Nació el baile compadrito y orillero
guapo, futurista y nostalgioso
mestizaje de europeos, negros, indios
en el Río de la Plata
hace mucho, no se sabe justo cuándo
un buen día nació el Tango
 
posted by simona at 4:21 PM | Permalink | 1 comments
riallacciandomi al post precendente..


"Gli uomini non possono scegliere il luogo in cui nascere, ma quello in cui vivere e morire sì. Personalmente, non ho nessuna voglia di vivere in un Paese che autorizza le ronde, considera l'immigrazione un crimine e potrebbe un giorno obbligarmi all'alimantazione forzata.."

Antonio Tabucchi, esule tra Lisbona e la Francia
 
posted by simona at 2:54 PM | Permalink | 2 comments